Claudio Cavallo : flauti, voce ,tamburello
Cosimo Giagnotti chitarra classica, voce ,tamburello)
Alessio Amato synth, chitarra elettrica
Alberto Stefanizzi batteria percussiva

Nasce nel '97 dalla collaborazione di alcuni elementi del gruppo "Terra de Menzu", gruppo storico di ricerca musicale che per anni si è occupato di raccogliere musica e tradizioni popolari del Salento. Con Mascarimirì prosegue il lavoro di ricerca: pizzica, canti di lotta, d'amore, di lavoro, ma, in più, inizia una significativa apertura alle contaminazioni sonore partendo dalle terre più vicine per sonorità e tradizioni fino a quelle più distanti. Questo fondamentale cambiamento avviene con l'incontro con Beppe Branca (basso elettrico) e Vito Giannone (mandolino) che porta il gruppo da un suono tradizionale a un groove più innovativo, grazie anche all'uso del mandolino elettrico e degli effetti.
Una buona chiave per capire i Mascarimirì è ripercorrere il filo delle loro numerose collaborazioni. Si comincia dai musicisti della regione Vesuviana, come Daniele Sepe, Cristina Vetrone, Marcello Vitale Eugenio Bennato A.sur.D, O'Lione , Compagnia della Tammorra, e dalla partecipazione alla "Notte della Taranta" nelle due edizioni dirette da Daniele Sepe e Piero Milesi. Poi l'apertura al teatro con la partecipazione a spettacoli del Centro Teatrale Astragali, e l'esperienza etno-jazz coi Calixto; l'incontro musicale coi paesi dall'altra sponda dell'Adriatico come l'Aalbania e la Grecia, e lo studio delle tradizioni come quella Araba e Africana grazie all'incontro con il Berbero Al Noujoum, insieme con Pierangelo Colucci. Ma forse le esperienze che più hanno lasciato il segno derivano dallo scambio coi gruppi marsigliesi Dupain e Gacha Empega e l'incontro con la solarità della musica Reggae e HipHop, con la collaborazione con i Sud Sound System.
Coi Mascarimirì la pizzica tradizionale cambia aspetto manifestando una naturale inclinazione ai tempi e alle timbrica della musica tecno, inaugurando un percorso musicale nuovo, o, come viene definito dagli stessi musicisti, "tradinnovativo".