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Alola Aigbe Osaro:chitarra elettrica, voce (Nigeria)
Arash Yari: daf (Iran)
Dorcas Mpemba Ngalula: voce (Congo)
Elisa Fighera: violino (Italia)
Elisa Yari :santur (Iran)
Fabio Mendolicchio: batteria (Italia)
Jean Pierre Lamarque : basso (Mauritius)
Kebir Bahlaoui: violino (Marocco)
Lofti Ayadi: voce e bendir (Tunisia)
Mauro Basilio: violoncello (Italia)
Michele Schifano: fisarmonica (Italia)
Mohamed Asklou: tastiere, voce (Marocco)
Noureddine Law : darkouba (Marocco)
Radouan Sfiha: oud (Marocco)
Samba Fall Mbaye: djembe ( Senegal ) Porta Palazzo a Torino è il quartiere dell'integrazione e dell'incontro con altre culture, e talvolta dello scontro e del conflitto. Molte altre volte è invece arricchimento, scoperta, piacevole connubio di saperi, tradizioni e folclore. L'Orchestra di Porta Palazzo mescola i suoni e i ritmi di questa zona di Torino, da sempre ospitale verso gli immigrati, dove ogni giorno si tiene il mercato all'aperto più grosso d'Europa: dalla musica delle vecchie osterie di Borgo Dora (tra la canzone italiana e il ballo liscio), alle percussioni africane, senza trascurare sonorità orientali e ritmi sudamericani. L'Orchestra di Porta Palazzo è uno spazio musicale dove diverse culture e diverse generazioni s'incontrano, con le loro esperienze, le loro fedi, le loro storie d'immigrazione, dal Veneto o dal Senegal... L'Orchestra è nata nel 2004, nell'ambito del Progetto Periferie del Comune di Torino e più precisamente da un intervento di Teatro Comunità sulla zona di Porta Palazzo che ha dato il via a un laboratorio teatrale e musicale. Dopo 6 mesi trascorsi con musicisti dilettanti e professionisti, Elisa Fighera e Mauro Basilio hanno deciso di proseguire l'avventura. "Il gruppo di Porta Palazzo è nato senza un direttore artistico", raccconta Elisa. "Abbiamo 2 anime musicali molto forti, maghrebine e africane, rielaborate attraverso una chiave rock ". Oggi l'Orchestra di Porta Palazzo è un ensemble di 15 musicisti provenienti da otto nazioni diverse e da 3 diversi continenti: Congo, Iran, Italia, Marocco, Mauritius, Nigeria, Senegal, Tunisia. E' dunque una formazione ricca di colore e di sonorità: dal liscio alla canzone d'autore, dalla tradizione africana alla musica orientale, con un risultato decisamente affascinante. “Geografie che si fondono per culture che non si confondono, perchè ciascuno mantiene bella presente la propria identità e la butta nel calderone come una spezia saporitissima. Assaggiare per credere.” (University.it) A oggi L'Orchestra di Porta Palazzo non ha sovvenzioni, ma punta a ottenere uno spazio stabile dalle istituzioni. Nella speranza di diventare un patrimonio della città . A settembre Il Manifesto ha pubblicato un loro brano, “Sarkha”, nel cd “Suoni&parole per viaggi perduti”
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